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Perché scrivere un “manuale” di sopravvivenza per genitori di figli adolescenti?

Beh, per cominciare questo non è un vero e proprio manuale, con una sua successione logica di argomentazioni, e una conclusione alla fine di tanti bei ragionamenti: è piuttosto una serie di appunti, più o meno disordinati, presi da una mamma che si trova a fronteggiare i propri figli adolescenti, in un modo che ogni giorno cambia, che si dimostra sempre nuovo; se è vero, lo sanno tutti, che il mestiere più difficile del mondo è quello del genitore, posso senza temere smentite affermare che vivere con i figli adolescenti è, di questo “mestiere”, la vetta più ardua da scalare!

E poi, ammettiamo questa ovvietà, ma il mondo è bello finché è vario. E se negli scaffali di una libreria, o nel mondo virtuale delle mamme blogger si trova di tutto e di più su maternità, figli appena nati, infanzia, svezzamento primi mesi, primi passi e tutto quello che in genere riguarda i primi anni di vita di un figlio, ho trovato che invece c’è molto poco, se non libri e articoli specialistici, psicologici o scientifici, per quanto riguarda questa fascia di età, così critica e così difficile per tutti; forse è perché i problemi sono più sfumati rispetto a quelli che sono posti dai figli piccoli che, in generale, sono assai più immediati, forse c’è più ritrosia a parlarne, forse talvolta abbiamo anche paura ad ammettere di avere un problema; e poi, non è facile trovare un interlocutore adeguato tra gli altri genitori, e cito qui una esperienza che è mia ma anche di molte altre mamme che ho conosciuto e che frequento, sia nella vita reale sia in quella virtuale; si aggiunga infine il fatto che i nostri figli adolescenti hanno ormai una vita in buona parte autonoma da noi, e questo pone ovvi limiti alla conoscenza che riusciamo ad avere della loro vita, a meno di non pedinarli tutto il giorno!

Come nasce quindi l’idea di questa pubblicazione? Lo spunto l’ho avuto, dopo l’ennesima lettura nel web di un manuale per sopravvivere al primo anno di vita di un bambino, e l’ennesima difficoltà invece nel trovare una risposta ad una mia ricerca riguardante invece un problema adolescenziale. E, devo dire, la risposta all’idea di scrivere qualcosa sull’argomento è stata subito entusiastica: è stato, per dirla in termini di marketing, come scoprire una niccchia di mercato ancora scoperta, un terreno quasi vergine. Ripeto, in giro c’è molto sull’argomento, ma si tratta soprattutto di testi specialistici e scientifici; io, qui, propongo solo una condivisione, semplice, di esperienze che ho provato (e che sto provando!) nella mia famiglia, nel crescere cinque figli di cui tre che stanno navigando in questi tempi le infide acque dell’adolescenza! Sarà di questo che parlerò, e di alcune riflessioni che ho avuto la fortuna di poter condividere grazie a incontri e corsi che mi sono trovata a fare, sia come mamma, sia anche in seguito alla mia professione di insegnante; inoltre, in queste note sono riportate diverse riflessioni, esperienze, suggerimenti che condivido con altre mamme, altre amiche, altre compagne di viaggio, in alcuni blog online.

In effetti, quando nasce un figlio la vita quotidiana viene sempre ad essere riformulata tenendo conto del nuovo arrivo. Molti equilibri devono essere riscritti, molti ruoli vanno riassegnati, e la stessa fatica che questo comporta è causa di molti stress, a partire, tanto per citare solo il più popolare, dalla ben nota depressione post partum. Questo aspetto non va minimizzato, né si può sottovalutare la fragilità di una nuova mamma.

Volendo un po’ sdrammatizzare, perà, arrivati all’età dell’adolescenza il ricordo delle notti insonni, dell’incubo dello svezzamento, dei consigli non richiesti e di tutte le difficoltà annesse vi sembrerà così remoto che, e sto parlando di vita vissuta, sentirete improvvisamente la distanza da quegli anni passati, e li ricorderete, tutto sommato, con tenerezza e nostalgia, forse un giorno potremo fare lo stesso anche degli anni in cui ci troviamo a fronteggiare l’adolescenza, ma per il momento siamo presi, a testa bassa, e a volte ci sembra di non riuscire a vedere luce! Beh, non saranno queste righe a risolvere le questioni, ma già riuscire a condividere qualche dubbio e qualche esperienza può essere considerato un buon punto di partenza.

Accostatevi, dunque, a questa lettura senza aspettative, senza cercare soluzioni definitive a problemi più grandi di noi: niente soluzioni scientifiche, né tanto meno verità assolute, ma solo alcuni momenti vissuti crescendo i miei figli, con qualche riferimento a chi l’adolescenza l’ha studiata, e la studia, da professionista, psicologo o terapeuta, e tutto questo con l’idea di condividere con chi vorrà questo viaggio, perché la necessità di non sentirsi soli è davvero molto forte in questo passaggio di vita dei nostri figli che va dall’infanzia all’età adulta.

Buona lettura

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